Cellulari: nel 2008 l'iPhone ha alterato gli equilibri

Secondo l'ultima rilevazione effettuata dall'osservatorio di 7Pixel nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2008 sulle intenzioni di acquisto online, quello dei
telefoni cellulari si conferma un mercato in continua evoluzione, nel quale le marche che occupano la testa della classifica sono due e mantengono salde e invariate le loro posizioni fino all'arrivo dell'
iPhone che sconvolge tutti gli equilibri del settore. Dallo studio emerge che circa il 75% delle ricerche riguarda due grandi marche: Nokia e Samsung.
La finlandese
Nokia è sempre in testa con una quota di mercato che varia dal 53,92% di gennaio al 52,76% di dicembre, scende solo a luglio al 49,64% in corrispondenza dell'uscita sul mercato italiano dell'iPhone, che gli toglie una fetta di quota, ma che non scalfisce il suo primato.
Samsung si aggiudica una quota del settore che cresce dal 19,31% di gennaio al 27,78% di agosto per scendere al 25,41% a settembre e riacquistare terreno negli ultimi mesi del 2008 fino al 28,07% di dicembre.
Motorola resta nell'arco dei dodici mesi stabile al terzo posto con una quota che oscilla tra il 7,77% di gennaio al 7,40% di maggio. Perde il podio solo nei mesi di giugno e luglio in corrispondenza in corrispondenza dell'uscita dell'iPhone che prende il suo posto per pochi punti di scarto. Perde infatti terreno a luglio e si attesta su un posizionamento del 5,38% per tornare sul 6,12% a settembre. Negli ultimi mesi scende al quinto posto e tocca il 3,56% di click a dicembre.
A partire da gennaio 2008 l'
iPhone fa la sua comparsa sulla scena grazie alle prime offerte, la quota cresce dallo 0,93% al 2,48% di marzo per raggiungere il 6,14% a maggio prima che l'accordo con un operatore italiano fosse ufficiale. Apple raggiunge il picco solo a luglio 2008 con il 10,90% dei click, ma la sua fetta di mercato si dimezza il mese successivo e precipita al 4,91% dopo soli due mesi dall'11 luglio, data di presentazione ufficiale in Italia della novità di casa Apple. Solo a ottobre una timida risalita al 6,84% per riassestarsi tra il 4,69% di novembre e il 4,18% di dicembre.